Introduzione al libro

  • Scritto da Claudio Franzoni

Nel mio libro Siamo al Verde, che uscirà a febbraio in seconda edizione riveduta e corretta e sarà presentato a Castel San Pietro il 26 febbraio 2014 nella Saletta dei sotterranei del Comune, non ho potuto approfondire tutti gli argomenti, anche se sarebbe stato necessario, ma si tratta di  un volume divulgativo e credo che già le quasi 300 pagine che lo compongono siano più che sufficienti. Allora ho pensato di riprendere i punti principali e di approfondirli sul Castellano.net, per poi passarli in internet all’indirizzo www.ineditedizioni.it e nel mio profilo facebook tramite i quali potremo anche interloquire e scambiarci idee. Il grande Guareschi, di cui potrete leggere un profilo e alcuni tratti in questo numero del Castellano, scrisse nell'introduzione al don Camillo che: “ … gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso, il quale progresso porta irrimediabilmente a sostituire il vecchio Padreterno con le nuovissime formule chimiche”. Lo scrisse decenni fa, come riporta lui, tra il 1946 e il 1947. È ancora una grande verità, purtroppo.Oggi, scrive Al Gore in Una scomoda verità (RCS 2006): “Stiamo assistendo a una collisione senza precedenti tra la nostra civiltà e la Terra”. Quindi, progresso e scontro tra civiltà e Terra. Tra queste due estremità scorre il problema della crisi energetica, dell'inquinamento atmosferico, dell'incapacità di sostituire le energie non rinnovabili, di aver rotto, speriamo non per sempre, i cicli naturali e con essi la biodiversità e la sostenibilità di una civiltà che ha chiesto troppo alla nostra vecchia Terra. Sicuramente, tra le cause che hanno portato a questo stato di cose, la crescita demografica,  la scelta tra una economia fiorente e un ambiente sano, ne rappresentano i punti essenziali, il tutto unito all'incapacità politica mondiale di superare gli ostacoli che si sono negli anni evidenziati, seppur sotto la copertura delle riunioni annuali che vengono tenute in posti diversi e che l'ultimo ha trovato in Polonia la sua assise che, come era stato ventilato, non è servito praticamente a nulla, essendo stato rimandato tutto tra due anni a Parigi. Come ho accennato in Siamo al verde, la questione ambientale e climatica è per la maggior parte una questione politica, perché la tecnologia le risposte che poteva dare le ha date e le sta proponendo continuamente. È inutile coprirsi dietro due dita e atteggiarsi a ciechi quando è fin troppo evidente che il problema è la mancanza di volontà di sentirsi tutti uniti in questa battaglia, invece di percorrere ancora la strada dell'invalsa tendenza a guardare all’individualità, ai propri interessi personalistici e di lobby, non capendo che è tutto inutile. Da soli, questa volta, non si arriverà da nessuna parte.

Scrivo questo perché i cicli della natura sono stati programmati su punti fissi (a volte uso anche la semplificazione dei meccanismi di un orologio) che, all'inizio de tempi, hanno dettato le regole per lo sviluppo animale, vegetale e ambientale. Se l'uomo, come ha fatto, ha cambiato (perché di questo si tratta) i parametri del programma, la natura si è riprogrammata su questi nuovi dati, ma la riprogrammazione non è riuscita come il programma originale: qualcosa è stato cancellato. La natura, di conseguenza, si sta ribellando, ossia sta reagendo male all’azione dell’uomo che, nel frattempo, è diventato agente climatico e geologico, alla sua maniera,  intensificando quello che, nei suoi parametri, era tenuto nella regolarità dei cicli: tifoni sempre più potenti, ondate di caldo opprimenti, evapotraspirazione portata a livelli insopportabili, riscaldamento dei mari con gravissime conseguenze sui ghiacciai e sulla normale circolazione delle grandi correnti oceaniche, sullo scioglimento dei permafrost, sul cambiamento di abitudini degli animali, sullo spostamento di malattie e via così, perché sarebbe un elenco troppo lungo. La natura, in altre parole, sta cedendo. Ma noi, persone del popolo, facciamo fatica a capirlo, perché, innanzitutto, la nostra vita è troppo corta rispetto ai tempi della Terra e, secondo, perché siamo bombardati giornalmente da una massa di informazioni non sempre vere e pilotate che ci anestetizzano. A questo punto serve una scelta. Senza fare drammi, senza strapparsi i capelli, ma con senso di responsabilità; capire cosa dobbiamo fare è il problema. Quando si discute sulle crisi ambientale, che in verità sono più problemi interconnessi, è facile sentirsi disarmati da una problematica così vasta ed è altrettanto vero che la prima reazione possa essere quella di sentirsi impotenti. Ci sembra altresì impossibile che noi, nella nostra quotidianità, possiamo fare qualcosa per contribuire alla soluzione delle problematiche ambientali. È una percezione che ho avuto tante volte dalle domande che mi venivano rivolte. È necessario non cadere nella trappola dell'indifferenza, perché sappiate che questa crisi ambientale sarà risolta solo con il contributo e con la presa di responsabilità individuale ed educando anche gli altri in un'opera di sensibilizzazione, che sarà lenta, ma che spero sia progressiva, in attesa, speriamo breve, che i politici si rinsaviscano e per una volta facciano il loro mestiere, peraltro molto difficile, ossia di decidere. È questo uno dei punti di base per cui ho scritto Siamo al verde. Ma intanto, mentre i politici e i lobbisti stanno pensando a cosa fare per uscirne sempre con un piede di qua e uno di là dai problemi, perché ovviamente loro non ci possono perdere (in potere e denaro), cosa possiamo fare intanto noi, singoli cittadini? Eccone un elenco: usare lampadine a basso consumo; comperare elettrodomestici a basso consumo e usarli correttamente; usare il termostato con un grado in meno del necessario che se anche sembra poco, è un risparmio enorme come per il raffreddamento estivo; controllare gli infissi (finestre e porte); regolare la temperatura dell'acqua a non più di 40 °C; spegnere i display del computer, caricabatterie, lettori DVD, etc; negli uffici spegnere i computer e macchine elettroniche quando non servono; riciclare i rifiuti; per chi possiede un giardino fare il compostaggio e non riempire le discariche con materiale che andrà in decomposizione emettendo metano; comperare prodotti alimentari locali che, oltre a contribuire all'economia dei propri territori, diminuiscono l'inquinamento dovuto ai trasporti da luoghi lontani e poi spargere la voce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Se vi interessa questa problematica il 26 febbraio 2014 sarà presentato in anteprima il libro Siamo al verde, nei sotterranei del Palazzo comunale di Castel San Pietro Terme (Bo) alle ore 20-20.30, in collaborazione con la Pro Loco

Contatti

+039 0516951101
 
redazione@ilcastellano.net

 

 

        Coming soon

 

I contenuti pubblicati in queste pagine sono protetti dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d'autore, legge 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni.
È vietata per qualsiasi fine o utilizzo, la riproduzione integrale su internet e su qualsiasi altro supporto cartaceo e/o digitale senza la preventiva autorizzazione.
Immagini, grafici e testi, in originale, riprodotti o tradotti, appartengono ai rispettivi proprietari.

Newsletter

Mantieniti in contatto con noi. Vuoi rimanere aggiornato sulle offerte e novità de il Castellano.net? Iscriviti alla nostra newsletter!