People's Climate March 2014

  • Scritto da Claudio Franzoni
  • Published in Attualità
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All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 23 settembre è stato lo stesso Ban Ki-moon a sollecitare di discutere di cambiamenti climatici con i leader mondiali, avvertendo i partecipanti, in apertura dei lavori, che: “Non siamo qua per parlare, siamo qua per fare la storia”
Ed ecco l’impegno per “fare la storia”: 1 miliardo di euro dalla Francia e 100 milioni dalla Svizzera al Green Climate Fund; l'impegno a non costruire nuovi centrali a carbone dalla Germania; la riduzione delle emissioni dell'80% entro il 2050 e 4 miliardi al Green Climate Fund dalla Gran Bretagna; l'impegno del presidente Obama a emettere un ordine esecutivo diretto alle agenzie federali per sviluppare programmi di cooperazione internazionale sul clima, anche supportati dalle tecnologie statunitensi.
Capofila, gli Stati hanno infatti iniziato a rendere operativi gli impegni che intendono assumere in vista dell'accordo globale sulla riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra che dovrebbe essere siglato nella Conferenza delle Parti di Parigi del 2015.
Un'altra significativa azione è stata la firma di una dichiarazione sulle foreste per arrestare la deforestazione entro il 2030.
Questo nel palazzo dell’ONU. Per le strade, invece, si sono contati 675.000 in tutto il mondo il 21 settembre: la più importante, anche numericamente, manifestazione per il clima della storia. La più grande si è svolta proprio a New York, la People's Climate March (Marcia per il Clima, 300.000 partecipanti), alla quale hanno fatto eco circa 1.500 eventi organizzati in tutti i Paesi del mondo. Da Parigi alle Isole del Pacifico, New Dehli, Taiwan, Rio de Janeiro, Johannesburg, passando da Roma. Tutto il Pianeta unito da un'unica voce.
Il prossimo calendario è il seguente: dicembre 2014 a Lima con la Conferenza delle Parti (COP), in cui gli Stati dovranno assolutamente proseguire il dialogo intrapreso per arrivare alla sigla di un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Seguirà, entro marzo 2015, la presentazione degli impegni nazionali di taglio della CO2 e degli altri gas, per poi arrivare a dicembre 2015 alla Conferenza delle Parti di Parigi, durante la quale i Paesi del mondo dovranno siglare il nuovo accordo e decidere così il sistema climatico dei decenni e dei secoli a venire.

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