I valori della cultura e della tradizione

  • Scritto da Ulisse
  • Published in Attualità

Riflessioni a margine delle sagre settembrine che
inonderanno le nostre piazze

 

Uno dei concetti alla base dell'antropologia culturale è che a tutte le culture deve essere riconosciuta pari dignità. È cultura la saggezza e i riti di gruppi boshimani, così come lo sono quelli occidentali. La differenza credo risieda nel fatto che la prima sia rimasta, nonostante tutto, sostanzialmente intatta, pura, linea guida di una società, mentre la nostra, quella  occidentale, fa fatica a sopravvivere, annaspa, si tira su a fatica sulle sue fragili membra,  intorpidita com’è da quella follia del tutto uguale, della globalizzazione, della graduale perdita di valori, tradizioni, etica e morale. Religione a parte.
Non sappiamo più chi siamo. E non sappiamo nemmeno essere altro da noi, trincerati nelle nostre particelle individualiste, offrendo il fianco fin troppo debole a fenomeni che ci stanno sopraffacendo. Non sappiamo neanche guardarci attorno, guidati da una politica estera sterile, da un ONU irriconoscibile, da un'Europa spiaggia per banche e alta finanza. I popoli sono dimenticati e con loro le varie culture, le varie tradizioni. Quegli stessi popoli che hanno pagato e stanno pagando errori di altri. Solo la cultura, quella vera, quella che dovrebbe essere di studio almeno nell'Università (con la U maiuscola), poteva darci ragione di ciò che siamo e, con tale consapevolezza, reagire con coraggio a questa malattia endemica. L'Italia era e sarebbe un’invidiabile patria di cultura, arte e paesaggio come realtà unite e connesse tra loro. Ma non interessa, o almeno, qualche volta, solo a parole o poco più. La cultura è presa di coscienza delle nostre diversità verso gli altri, che ci sono, sì, ma che non devono dividere, ma portare ad una salda unione nella stessa diversità. Questo era il vero obiettivo di un'Europa che ora si manifesta scapestrata e uccisa. Non ci potrà mai essere una cultura universalmente accettata se non sappiamo noi stessi cos'è la nostra cultura e i nostri valori. Perché la cultura è valori.
Come le sagre che da ferragosto hanno riempito le nostre piazze. Sono espressione di quella cultura di popolo che si sta dimenticando e che solo alcuni, caparbi, cercano di non far morire. Ma è un decesso annunciato anche questo, se si lasciano le nostre giovani generazioni in balia di sé stesse, senza un progetto ben definito, affamate di tecnologia, che oramai è divenuta nostra ameba.

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