La crisi della presenza

  • Scritto da C.S
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Nel Mondo magico, pubblicato nel 1948, Ernesto de Martino, uno dei padri dell'etnologia italiana, affronta il tema del magismo nelle popolazioni indigene. Molti affermano che sono pratiche irrazionali. De Martino cerca di porre l'attenzione alla realtà dei poteri magici. Sono reali o no? Sono insensati?  Il mondo della magia, di cui le società primitive offrono evidenti manifestazioni, ha per lui una sua realtà funzionale al bisogno di “garantire la presenza”. L'influenza dell'esistenzialismo e in particolare di Martin Heidegger è evidente, soprattutto quando parla della presenza o dell'esserci. La presenza è il nostro esserci nel mondo, è il nostro essere soggetti attivi nel mondo ma ci sono dei momenti in cui questa nostra capacità vacilla, in cui crolla il mondo di valori su cui abbiamo fino a quel momento vissuto. La presenza è la capacità di esserci e questa si realizza attraverso la cultura, tramite cui addomestichiamo il mondo e gli diamo un senso, per poter poi agire in esso. Diventiamo quindi esseri umani attraverso la cultura. La presenza è la capacità di riunire in noi l'immediatezza della risposta, per essere risoluti di fronte all'azione. Ma succede che a volte ci rendiamo conto dell'arbitrio delle nostre forme culturali che in certi momenti non riescono a darci una risposta. Ci rendiamo conto cioè di quanto sia arbitrario il nostro dare senso alla realtà. Per De Martino quindi l'analisi etnologica deve portare gli uomini a capire che essi plasmano la realtà attraverso forme di senso. Quando entrano in crisi i valori condivisi,  quando la nostra capacità di azione viene meno, quando si sgretola il nostro abituale modo di vedere il mondo, entra in crisi anche la persona e si sgretola il suo esserci. È necessario quindi superare la crisi della presenza e riscattarsi da essa,  un riscatto attuato, secondo De Martino, attraverso il rituale magico religioso, inteso come tecnica di superamento della crisi e della "angoscia della storia". In quella dimensione dai contorni ben definiti che è il “mondo magico”, l'esserci nel mondo non è certo, ma è piuttosto una realtà sempre esposta al rischio dell’annullamento, a situazioni che “possono mettere a dura prova la resistenza del 'ci sono”. Esattamente in questo risiede il “dramma storico” che caratterizza il mondo magico. É la volontà di esserci come presenza davanti al rischio e all’angoscia del non esserci. In vista di ciò, è la magia a elaborare sempre nuove strategie (compromessi, compensi) per garantire la presenza umana nel mondo.

 

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