Il respiro della società

Poco prima della seconda guerra mondiale l'antropologia britannica conobbe, dopo la partenza di Malinowski per gli Stati Uniti, una marcata virata sociologica che vide in Radcliffe Brown il suo precursore. Sulle orme di Durkheim, Radcliffe Brown cercò di circoscrivere il campo dell'antropologia allo studio di fenomeni ben precisi, non riconducibili ad un altro ordine di realtà, i fenomeni sociali. L'approccio sociologico mirava a identificare quei meccanismi che sono alla base del funzionamento della società, per poi compararli e se possibile elevarli a livello di leggi. L'antropologia sociale da lui chiamata fondava la propria scientificità su un metodo induttivo proprio delle scienze naturali,  che rendeva possibile “applicando certi metodi logici, scoprire e provare alcune leggi generali, cioè certe definizioni o formulazioni generali aventi un grado maggiore o minore di generalità, ciascuna delle quali si applica ad un certo numero di fatti o eventi”. Grazie all'antropologia sociale di Radcliffe Brown, che diventava così la scienza naturale della società, l'antropologia britannica si distinse dagli altri paesi, in cui lo studio della cultura si traduceva spesso nello studio del comportamento individuale o dell'adattamento comportamentale dell'individuo alla società. Essa divenne invece lo studio dei rapporti sociali, la cui trama costituisce la struttura sociale. La struttura sociale fa riferimento ad una realtà concreta, empiricamente osservabile, costituita da una fitta trama di interazioni e azioni che la rendono dinamica, proprio come un organismo vivente. I concetti da lui elaborati come struttura sociale, processo sociale o funzione sociale (il rapporto tra struttura sociale e processo sociale), vertono proprio a definire un nuovo campo d'indagine chiamato da lui fisiologia strutturale, lo studio cioè di quei meccanismi che sono alla base della trama sociale e allo stesso tempo contribuiscono a conservarla nel tempo. Cambiano i contenuti, ma la forma rimane la stessa. In altre parole: lo studio di Radcliffe Brown sottointendeva una conservazione o continuità delle strutture piuttosto che una loro trasformazione. Tornando all'analogia con l'organismo, la materia, ovvero gli uomini, è in continua trasformazione; la forma, ovvero il modo in cui essi sono in rapporto grazie a determinate relazioni, si conserva.

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