Parks need peoples

  • Scritto da C.S
  • Published in Antropologia
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I San, meglio conosciuti col nome di Boscimani, vivono nell'Africa australe da almeno 20.000 anni. Un popolo di raccoglitori e cacciatori del Kalahari, che segue le piogge per nutrirsi di frutta o di radici o di quello che l'habitat mette loro a disposizione. Un tempo il Kalahari era dei San, ma ora è diventato parco nazionale e sfruttato per le miniere di diamanti, e i San fuggono in cerca di un’identità culturale che, fuori dal loro habitat, probabilmente non ritroveranno mai più.
I pigmei Baka vivono nella foresta equatoriale dell'Africa centrale, in Congo, in Camerun e in Gabon. Un tempo la foresta era dei Baka, ma ora la loro presenza viene vista come un pericolo alla conservazione del luogo, quella stessa terra ancestrale dei loro padri. Ora è stata trasformata in parco nazionale o assegnata a società che organizzano safari di caccia.
Questi sono solo alcuni esempi di come, paradossalmente, le tribù indigene che fondano la propria identità culturale sulla terra dei loro padri, sulla terra d'origine, rappresentino una minaccia per quella stessa terra perché accusati di contaminare la natura selvaggia di cui essi sono i guardiani da generazioni e generazioni. Costretti ad abbandonare i villaggi che essi hanno costruito in simbiosi con la natura, lasciano nella propria terra un vasto bacino di significati e simboli culturali destinati alla fine che già Geertz aveva previsto: ci sono ragnatele di significati che compongono ogni cultura, ma per sapersi muovere in questa intricata rete bisogna avere gli strumenti giusti, altrimenti essi rischiano di danneggiarsi e perdersi per sempre. La tribù dei boscimani è conosciuta soprattutto per essere dedita alla caccia e vietare ad una comunità di cacciatori la caccia significa calpestare quella rete di significati in nome di quella civiltà di cui ci riteniamo essere i portatori, ma che priviamo allo stesso tempo agli altri.
La Survival International, movimento che si occupa della difesa dei diritti delle popolazioni indigene nel mondo, ha presentato quest'ultimo rapporto intitolato Parks need peoples, denunciando una situazione che da troppi anni sta andando avanti.
Minare le radici culturali di un popolo in questo modo, allontanandolo cioè dalla sacra terra dei padri, è un grave crimine contro l'umanità: questa apparente politica di conservazione del territorio ha un costo umano e culturale inimmaginabile.

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