Gli Irochesi: tra storia e leggenda

  • Scritto da C.S
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Da tempo immemorabile quella sacra terra al di là dell'Oceano Atlantico era l'espressione del Grande Spirito (Manitu o Wakan Tanka), cioè l'energia universale che origina il Tutto e si manifesta in tutto il creato. Ma accanto al Wakan Tanka, ogni tribù elaborò una particolare concezione dell'universo ed emersero aspetti vari ed originali. Gli irochesi ad esempio, che erano situati al confine orientale tra Canada e Stati Uniti, facevano risalire  l'origine della terra alle vicende di una Donna del Cielo. Si dice infatti che una giovane donna che abitava in un villaggio sopra la volta celeste venne cacciata dal marito tradito e così, prima di cadere nell'oceano che dominava incontrastato sotto le nubi, uno stormo di uccelli la salvò. Poi quello si gettò in mare e prese un po' di fango che mise sopra il carapace di una grande tartaruga. Il fango venne aggiunto ad altro fango, la superficie crebbe, si formarono i continenti e tutta la Terra. Da quel momento la donna potè vivere su qualcosa di solido sotto le nubi insieme ai suoi figli e i figli dei suoi figli,  e ancora oggi la tartaruga sorregge la Terra. In tempi più recenti le tradizioni e la cultura irochese vennero portate alla luce all'inizio della seconda metà dell'Ottocento da Lewis Morgan, uno dei padri dell'antropologia americana. Morgan visse a diretto contatto  con un discendente di una stirpe di capi Senéca ed ebbe modo di conoscere a fondo un mondo che fino ad allora era praticamente rimasto sconosciuto, un mondo intrinsecamente legato alla Natura alla quale l'uomo partecipa attraverso una fitta rete di relazioni. Quando uscì nel 1851 la Lega degli Irochesi, uno studio approfondito di Morgan sulla struttura sociale, di parentela e cultura di questa tribù, la situazione era fragile tra nativi americani e coloni.  La Lega richiamava la divisione degli irochesi in sei grandi nazioni, ognuno di questi gruppi si trovava in relazione con gli altri in una stretta rete di rapporti di parentela ed era diviso in un certo numero di quelle che Morgan chiamò poi tribù (oggi clan), ciascuna designata con il nome di un animale. Dopo la dichiarazione di indipendenza del 1776 gli Stati Uniti dovevano mostrare una certa immagine di sé agli Europei, compresa quella del buon selvaggio che contribuiva alla nascita di una grande nazione, ma in fondo il rapporto interno con i nativi fu sempre molto problematico, l'indiano era visto come un ostacolo al progresso dell'uomo bianco in un terra che apparteneva a quello da generazioni e generazioni. Tuttavia Morgan, andando controcorrente, non vide mai nei nativi americani, in particolare negli irochesi, un ostacolo, da  legale difese più volte le loro terre da speculazioni di bianchi, ma un'occasione per imparare a conoscere e convivere con una cultura millenaria come quella degli indiani d'America e dimostrare in concreto i principi di eguaglianza firmati dai padri fondatori. Tuttavia, la convivenza rimase solo una parola, quando, pochi anni prima la morte di Morgan, si arrivò all'ennesimo scontro nella battaglia di Little Big Horn.

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