S.Maria di Varignana

Di Varignana se ne trovano citazioni fin dall'inizio dell'anno mille, che riportano una stretta relazione con la distruzione dell'antica città romana di Claterna, da cui si può dedurre che la costruzione, almeno del nucleo originario, risale a molto prima della data citata. Siamo nel Basso Medioevo, epoca in cui si svolse la rivoluzione che sarà rappresentata dalla nascita dei Comuni e, per Bologna, dell'Università, con l'arrivo delle traduzioni dell'opera aristotelica e dell'avvento della Scolastica.
In questo periodo crebbe Varignana, un piccolo centro su un colle, peraltro a pochi chilometri dal sito claternate, ma più facilmente difendibile e dal quale si osservava tutta la pianura sottostante.
Siamo nel periodo in cui Bologna stava costruendo castelli ai suoi confini per difendersi, per quanto riguarda il nostro territorio, dagli assalti provenienti
principalmente dalla Romagna. Anche Castel San Pietro Terme è uno di questi castelli, anno 1099.
Varignana vive subito del suo. Posizione invidiabile, viene fortificata (vedi foto 1). Le mura includono, tra l'altro, una torre di avvistamento e sede dell'abitazione del comandante della guarnigione, con annessi locali per la truppa, per magazzini e per una stalla. Costruzioni ancora oggi in parte visibili nella loro struttura originale (vedi foto 2,3,6) e che rappresentano il contendere cittadino.
Durante la riunione del 6 novembre scorso, all'interno delle vecchie scuole alla quale era presente anche il sindaco Tinti, dopo diverse disanime del problema, la cittadinanza, con il portavoce Mauro Scalorbi, chiede di attivare una volta per tutte le procedure per chiarire la posizione catastale del fabbricato e per dare il via al processo di rivitalizzazione del complesso prima che sia definitivamente dimenticato e inagibile. Operazione non certo facile, che dovrebbe rientrare anche nel progetto di rivalorizzazione di tutto il borgo, come è anni che se ne parla. Vuoi questioni legali più o meno chiare, uso di locali da chiarire, investimenti non certo di poco conto, ne hanno rallentato l'iter nel corso degli anni. Patrimonio da far rinascere, specificano i cittadini, prima che crolli tutto il fabbricato, viste le crepe (documentate dalle foto 7) e l'attacco alla struttura da parte della vegetazione circostante (vedi foto 8-9).
Di questi locali i varignanesi ne conservano ricordi ancora vivi, basti solo citare il cinema, con tanto di platea e galleria e la parte occupata dalle ragazzine di padre Marella sotto la guida di suor Luisa. Il parroco “cedette” a loro i locali sembra con una “stretta di mano” o, come è riportato in Da Claterna a Varignana, venti secoli di storia: “Padre Marella ottenne questa casa “alla buona” (con un impegno privato) dal parroco don Edmondo Zaccherini verso gli anni '50”. Ma gli anni sono passati e di scritto non vi è niente, tranne tracce sull'ormai indispensabile internet dove, nel sito dell'Opera di Padre Marella, viene ricordato che: “Varignana di sopra è una vecchia costruzione con annesso oratorio, dedicato a San Giuseppe, collegato a un rudere dove un tempo si proiettavano film, soprattutto per iniziativa della parrocchia. Questa casa, con tutti i suoi annessi, fu acquistata alla buona (senza alcun atto giuridico, ma solo con un impegno privato, basato sulla parola) da Padre Marella, verso gli anni 50, dal parroco di allora don Edmondo Zaccarini. Fino alla morte del Padre in questa casa si accolsero delle ragazzine, sotto la guida illuminata e saggia di suor Luisa Nicolis. Era un gruppetto di una decina di bambine, che con la loro vivacità davano un tono gioioso a tutto il paese di Varignana il quale, distrutto completamente dall'ultima guerra, vantava una illustre tradizione e una graziosissima architettura medievale”.
Un contenzioso che dovrà essere risolto in tempi relativamente brevi. Non sarà facile, è da tutti riconosciuto, ma bisogna provarci con tutte le forze disponibili, anche perché Varignana è l'unica nota caratteristica, viva ed ancora quasi incontaminata, del territorio castellano. Storia e vicende storiche si sono ammucchiate nell'archivio della memoria dei varignanesi e non devono assolutamente andare perduti. Il complesso di S. Maria di Varignana è uno di questi.
Ecco elencate le proposte dei residenti delle frazioni (circa settecento persone) di Varignana/Palesio e Montecalderaro da riferirsi alla struttura una volta resa agibile:
- Piccolo presidio medico a rotazione con i medici di base
- Spazio per il coordinamento di un gruppo di acquisto solidale
- Spazio multimediale nella zona dell'ex cinema da riqualificare per iniziative giovanili e attività culturali, anche per laboratori didattici
- Punto informativo per circuiti della cristianità e del territorio anche per trekking e mountain bike
- Spazio per mostre e manifestazioni culturali
- Museo della Linea Gotica
- Seggio elettorale in prospettiva della resa di inagibilità delle vecchie scuole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto archivio: Mauro Scalorbi

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