Olimpiade

  • Scritto da Gabriele Galanti

OlimpiadeOlimpiade, nella storia, più che rappresentare il potere femminile raggiunto è il vero e più alto esempio di desiderio di potere. Nulla ha mai fermato questa donna: non il matrimonio con Filippo II di Macedonia, che si stava avviando a divenire il primo vero padrone della Grecia, non essere la madre del più grande conquistatore di tutti i tempi, Alessandro Magno, non ottenere posizioni di ampio prestigio decisionale. Olimpiade voleva essere sempre e solo il numero uno: unica concessione il fatto che al suo fianco ci fosse l'adorato figlio. Era una “barbara” per i greci, non nell'accezione abituale (che non parlasse la lingua greca cioè) ma in senso dispregiativo. Se già i Macedoni erano considerati montanari non civilizzati, figuriamoci gli Epiroti come lei!

Bastardi nati da connubi occasionali con gli Illiri, selvaggi che abitavano in luoghi inospitali, ostili e nebbiosi al nord della Grecia. Gli abitanti dell'Epiro avevano un bel da dire – per darsi un tono – che i loro re, la dinastia dei Molossi, discendevano addirittura da Achille !La cosa più importane che potevano vantare era di possedere l'oracolo più antico di tutta la Grecia: Dodona dove Zeus si manifestava attraverso lo stormire delle foglie delle querce secolari (ancora oggi accudite con grande venerazione in questa magica località): ma i loro sacerdoti si vestivano con pelli di capra e non potevano mai lavarsi i piedi per non perdere il “contatto” continuo col suolo!  Le fanciulle qui, e Olimpiade con esse, erano iniziate a culti misteriosi in cui i serpenti, attorcigliati intorno al corpo e alle membra, avevano una parte molto importante. Si racconta che Olimpiade e Filippo si siano conosciuti proprio durante una di queste celebrazioni del culto dei Grandi Dei sull'isola di Samotracia il cui Santuario è tuttora visitabile.  Grandi Dei Cabiri, spesso identificati anche con i Dioscuri, appartenevano alla cultura arcaica di provenienza Frigia, come la Grande Madre Cibele. Filippo in visita, per essere iniziato, venne colpito da questa giovinetta bellissima e già molto sensuale, con occhi che esprimevano tutta la determinazione e l'inquietudine del suo animo. Filippo amava le sfide e la volle sposare subito consolidando in tal modo il suo regno macedone con il confinante Epiro di Olimpiade erede assieme al fratello Alessandro il Molosso. Olimpiade sa come farsi amare e in breve tempo sforna al marito un erede, Alessandro, e a ruota una figlia, Cleopatra. Ma chi è il padre ? La leggenda vuole che sia Zeus in persona, almeno per quanto riguarda Alessandro: addirittura al povero Filippo , sospettoso e curioso per i “rumori” che giungono dal talamo reale, che accosta un occhio alla porta per sbirciare, mal gliene incolse poiché Zeus padre, spiato nella sua principale e più gradita attività, scaglia una folgore sull'occhio dell'intruso che ne porterà traccia per tutta la vita; l'occhio andrà perduto per sempre.

Nato Alessandro il legame tra madre e figlio si sviluppa nel modo più forte e intenso possibile: diventano un unicum tra cui nessuno può intromettersi. Il matrimonio fra Filippo e Olimpiade vacilla e poi si spezza: lei non sopporta l'elenco infinito delle amanti del marito ma soprattutto che lui tenda a non coinvolgerla nelle decisioni politiche e di gestione del regno. Quando Filippo decide di sposare la figlia del nobile macedone Attalo – Euridice – che potrà dargli finalmente dei figli legittimi, cioè macedoni puri, nella casa reale scoppia la rissa. Alessandro contro il padre e Olimpiade a difesa del figlio: si arriva alle armi e alla fine prudentemente Olimpiade e Alessandro si rifugiano in Epiro. Di lì a poco quando Euridice ha  già dato al re una bambina la scena cambia nuovamente: Filippo è ucciso da una congiura di palazzo di nobili aristocratici macedoni per motivi non chiari: o forse tutto è chiaro poiché il complotto è stato ordito  armato dalla regina in esilio che arriva al punto di consacrare in un piccolo tempio il coltello che aveva ucciso Filippo.

Rientrati in Macedonia madre e figlio si scatenano in vendette ed eliminazioni di tutti quelli che potrebbero impedire la loro ascesa al potere. Risparmiano solo il fratellastro stupido di Alessandro: Filippo Arrideo. Olimpiade ha raggiunto finalmente il massimo del potere, è regina con a fianco il solo re che accetta: il figlio. La sua felicità comunque dura poco perché Alessandro prepara e poi parte per quella gloriosa, impensabile, straordinaria spedizione, già organizzata da Filippo, da cui il giovane re non farà mai ritorno.

Olimpiade non si dispera poiché sa che sarà lei a governare in Grecia in assenza del figlio. Ma non è così, Alessandro è un grande generale sui campi di battaglia ma anche un fine politico e decide che è meglio nominare nella capitale Pella come suo fiduciario Antipatro, anziano comandante fedelissimo di Filippo e quindi amato dai macedoni a differenza di Olimpiade, regina sempre lontana dalla gens macedone.  Nonostante le mille lettere di Olimpiade al figlio, Alessandro è irremovibile nonostante che con lui in Oriente ci sia anche uno dei figli di Antipatro, Cassandro, che è in continuazione accusato di doppiogiochismo. La regina è anche maestra nel farsi odiare e Cassandro non la perdonerà. La regina se ne è intanto tornata in Epiro dove il fratello Alessandro il Molosso, partito per una spedizione in Italia, rimane ucciso in un curioso incidente: toltosi l'elmo per asciugarsi il troppo sudore, viene colpito alla testa dalla tegola di un difensore della città assediata. Olimpiade ora è nuovamente al massimo del potere: è regina dell'Epiro. Quando sembra che anche la Macedonia sia in suo potere poiché Alessandro ha esautorato Antipatro, tutto crolla. Alessandro muore a Babilonia anche lui in circostanze poco chiare (Ippia il suo coppiere è figlio anche lui di Antipatro e Olimpiade è talmente certa che lo ha avvelenato che disperderà le ceneri del ragazzo “indegne di una sepoltura”). Olimpiade viene presto posta sotto assedio dai Diadochi (sono i generali eredi di Alessandro) che si sono divisi tra loro i grandi territori conquistati dal Macedone. La regina però non cede, pur lontana dal centro di potere, cerca di riagguantare posizioni usando ora come strumento la figlia Cleopatra, promessa in sposa prima all'uno poi all'altro dei nuovi potenti, ma l'ormai ottuagenario Antipatro gioca una carta che sembra vincente. Fa rientrare in Grecia Roxane, ultima moglie di Alessandro, incinta di quello che sarà il suo erede. Olimpiade è chiamata nella capitale Pella per presiedere all'educazione del nuovo Alessandro – erede formale – ma sospettosa e attenta rifiuta l'offerta e resta in Epiro. Anzi, organizza un esercito che scende fino ad Atene? per combattere Euridice, moglie del fratellastro di Alessandro Magno, lo scemo Filippo Arrideo. Gli eserciti sono pronti allo scontro quando si verifica la scena madre di tutta la vita di Olimpiade: arringando la folla dei macedoni al seguito di Euridice, con il suo fascino e la sua determinazione li convince a passare nelle sue file perché è lei la regina, la madre di Alessandro il loro più grande generale. Olimpiade ha vinto senza combattere e manda alla rivale tre cose: una coppa di veleno, una spada, una corda: scelga lei il tipo di suicidio.

La regina ha dimostrato al mondo che è lei che governa ed è lei che sa come gestire il potere e difenderlo.

Poco importa che poi Cassandro, rientrato in Grecia corrompa tutto e tutti pur di avere la sua vendetta comprata con il danaro e non con l'intelligenza. Quando verrà uccisa per lapidazione Olimpiade guarderà negli occhi il suo rivale, a cui lei aveva già fatto uccidere il fratello, i figli, i parenti e tutti i principali amici. Lei è stata la madre del re e del generale più grande a cui lei sola era stata pari e mai si è spaventata per il potere che ha sempre cercato con enorme determinazione.

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