Galla Placidia

  • Scritto da Gabriele Galanti
  • Published in Storia

Tra tutte le donne dell'antichità Galla Placidia può ben vantarsi di essere stata, per importanza nobiliare, la più titolata.
Elia Galla Placidia infatti fu figlia di un imperatore (Teodosio I il Grande), sorella di due imperatori (Arcadio e Onorio), moglie di un imperatore (Costanzo III) e di un re (Ataulfo dei Visigoti), nipote di tre imperatori (Valentiniano I nonno materno, Graziano e Valentiniano II zii materni), madre di un imperatore (Valentiniano III), zia di un imperatore (Teodosio II figlio di Arcadio).
Una tale “parentela” non poté altro che portarla ad essere lei stessa imperatrice per ben 12 anni come reggente del giovane figlio Valentiniano III e poi continuando la sua influenza sulla corte fino alla sua morte.
Cerchiamo però di seguire con ordine una vita così avventurosa, complicata, affascinante e pericolosa, fin dagli inizi.
La madre di Galla Placidia, Galla, era figlia di Valentiniano I, imperatore dal 364 al 375, era nata forse nel 374 e crebbe presso la corte imperiale a Milano. Nel 375 il fratello di lei, Valentiniano II, venne proclamato Augusto per la morte del padre; il ragazzino aveva solo 4 anni e la madre, Giustina, assunse la reggenza in nome suo.
Nel 387 la corte di Milano fu minacciata seriamente da un usurpatore (Magno Massimo) che approfittando della situazione di reggenza avrebbe voluto impadronirsi del potere.
Madre (Giustina) e figlio (Valentiniano II) fecero presto a fare i bagagli e partire per l'Oriente dove il regno era governato da Teodosio I il Grande.
L'imperatore pensò bene di accogliere la coppia reale con i dovuto onori e, folgorato dalla bellezza di Galla, la sua accoglienza fu ancora più fastosa e interessata. In realtà Teodosio, vedovo da poco della moglie Flaccilla che gli aveva dato Arcadio e Onorio, intravide subito al di là degli aspetti fisici e romantici della bella giovinetta (aveva più o meno 14 anni), gli aspetti “politici” di un matrimonio con Galla; si creava in tal modo un legame di sangue tra la dinastia al potere in Occidente – Valentiniana – con quella in Oriente – Teodosiana. E così l'imperatore Teodosio non avrebbe più avuto rivali sul piano dinastico. Chi avrebbe potuto toccarlo?
Che poi la ragazza fosse particolarmente attraente (al di là della differenza di anni, 40 lui e 14 lei) lo dimostra l'assiduità notevole e l'impegno con cui Teodosio si dedicò a “prolungare” la sua stirpe, facendo fare figli alla bella Galla in continuazione.
Se il matrimonio era avvenuto nel 387 già l'anno seguente nacque Graziano, che però morì molto piccolo nel 394.
Dal 388 al 391 Teodosio fu assente perché chiamato in Italia per “risistemare” sul trono Valentiniano II. Rientrato Teodosio, ricominciarono i figli! nel 392 nacque la futura imperatrice Galla Placidia, e al tempo morì misteriosamente Valentiniano II, trovato impiccato ad un albero a Vienne in Gallia. Chi era stato? Il magister equitum Arbogaste, capo dell'esercito e suo tutore?
Non si scoprì mai.
Ecco dunque che Teodosio il Grande diviene l'ultimo imperatore che regna sull'impero romano unificato: non dimentichiamo che fu lui a portare il Cristianesimo al livello di sola e unica religione di stato con l'Editto di Tessalonica del 380 assieme a Graziano e Valentiniano II.
Nel 393 Galla è nuovamente incinta, e nel 394 nasce Giovanni (di cui abbiamo notizie solo da una epigrafe) che però trascina nel parto la madre alla morte, che anche lui non eviterà.
Teodosio è così nuovamente vedovo, ma l'anno dopo la morte della seconda moglie, nel 395, sei giorni dopo il compimento dei suoi 48 anni e due giorni prima della ricorrenza dei 16 anni di regno, muore a Milano, il 17 gennaio. I funerali si tennero il 27 febbraio celebrati da Ambrogio, vescovo di Milano con cui i contrasti e le riappacificazioni erano stati continui ma anche assai profittevoli per il Cristianesimo.
Per la prima volta nella storia le esequie solenni di un Imperatore Romano si tennero con il rito cristiano.
Alla morte di Teodosio la situazione era dunque la seguente: tre erano i figli avuti dalla prima moglie Flaccilla (Pulcheria, Arcadio ed Onorio, e tre quelli della seconda moglie Galla (Graziano, Galla Placidia e Giovanni). La femmina Pulcheria e i due maschi di Galla se li era portati via la morte in età giovanissima. Così rimasero a fare la storia imperiale dell'epoca Arcadio, Onorio e Galla Placidia, e sotto differenti aspetti tutti e tre parteciparono attivamente ai fatti più importanti di quel periodo storico.
Galla Placidia fu la prima in cui si riunirono due dinastie imperiali, quella Valentiniana per parte di madre e quella Teodosiana per eredità paterna; si era infine realizzato in lei il disegno politico voluto da Teodosio.
Fin da suoi primissimi anni, forse già nel 390, Galla Placidia ricevette dal padre il titolo di nobilissima che la equiparava in dignità e beni ai due fratelli.
Morta la moglie di parto, a soli 18/20 anni, Teodosio fu costretto ad occuparsi in Occidente dell'usurpatore Eugenio e quindi, lasciato Arcadio a governare l'Oriente a Costantinopoli, si fece seguire da Onorio e Galla Placidia, che affidò alle cure della loro cugina Serena moglie del generale Stilicone. Fu così che i due ragazzi erano a Milano nel 395 quando il padre morì; la leggenda vuole che sul letto di morte Teodosio abbia affidato i propri figli alle cure del vescovo Ambrogio.
E' certo che Sant'Ambrogio in un modo o nell'altro partecipava attivamente alla storia del periodo per fare in modo che tutto si svolgesse a favore del Cristianesimo, contro il paganesimo, che dava segni di ripresa, e l'Arianesimo. Non per nulla già alla sua morte avvenuta solo due anni dopo quella di Teodosio, venne venerato dalla Chiesa Cattolica tra i quattro massimi dottori della Chiesa d'Occidente, assieme a San Girolamo, Sant'Agostino e San Gregorio papa.
Fu dopo la morte di Teodosio che l'Impero Romano fu effettivamente diviso in una parte Orientale governata da Arcadio, e una Occidentale sotto la guida di Onorio.
In realtà in Occidente chi governava era il generale Stilicone, la cui moglie Serena aveva fatto da istitutrice a Galla Placidia.
Ma la signora Serena voleva di più: prima trafficò perché la figlia Maria sposasse Onorio, e ci riuscì ma ahimé il giovane era, come dire, poco propenso alle grazie femminili. Peggio, impotente.
Serena non si scoraggiò e fece sposare a Onorio un'altra sua figlia, Termanzia; anche questo fu un matrimonio di facciata, solo per l'opinione pubblica, vista la situazione.
Serena, per consolidare comunque i legami, si diede da fare per fidanzare il figlio Eucherio con Galla Placidia: i fidanzati erano ancora però molto giovani (11 e 8 anni) e il matrimonio fu rimandato. Nel 408 Stilicone cadde vittima di una congiura (che pare che Onorio non abbia contrastato) e così tutto sfumò per la signora Serena.
Dotata comunque di un carattere indomito, Serena aveva chiamato in Italia i Visigoti di cui Alarico, più volte sconfitto dal marito Stilicone, non era mai stato però da lui annientato definitivamente forse perché ambedue di origine barbarica (il padre di Stilicone era Vandalo). I Visigoti non trovarono a Roma l'appoggio militare previsto da parte degli amici di Stilicone; nel frattempo Eucherio era stato eliminato da emissari di Onorio e Serena, processata per tradimento per avere chiamato i barbari a Roma, fu condannata a morte con sentenza congiunta del Senato e di Galla Placidia che così si schierava apertamente a favore del fratello Onorio.
Non sappiamo se nella decisione di Galla Placidia ci sia stato un fondato rancore contro Serena fin dai tempi delle loro precedenti relazioni, o se il suo fu puramente un disegno politico: in ogni caso la condanna da lei voluta lascia perplessi.
Alarico non riusciva ad ottenere da Onorio né un territorio dove stanziare il suo popolo né un accordo militare che gli riconoscesse il grado di generale e una alleanza stabile con l'imperatore. Fu così che Roma dopo vari tentativi nel 408 e nel 409, subì, nel 410, il famoso Sacco.
Qualunque sia stata la causa dell'ingresso dell'esercito Visigoto nella città assediata (una matrona, Proba, avrebbe fatto aprire le porte oppure un gruppo di giovani Visigoti si era introdotto in città per aprire la Porta Salaria) Roma non subiva una violenza così devastante dai tempi di Brenno nel 390 a.C. e cioè ottocento anni prima !
Al di là delle fonti storiche, Orosio, più incline a considerare il fatto meno drammatico, e Girolamo, più orientato ad una vera e propria carneficina che gli fa dire: “una città sovrana, di antica data, cade e senza vita nelle sue strade e case giacciono innumerevoli corpi dei suoi cittadini”
il disastro di vite, di opere d'arte e monumenti, il saccheggio, l'incendio, la distruzione furono immani. I luoghi di culto, soprattutto San Pietro, vennero risparmiati, per volere di Alarico e destinati a luoghi di asilo inviolabile.
Quando i Visigoti di Alarico se ne andarono dalla Città Eterna, pensarono bene di portare con loro un ostaggio preziosissimo con cui contrattare con Onorio: Galla Placidia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Contatti

+039 0516951101
 
redazione@ilcastellano.net

 

 

        Coming soon

 

I contenuti pubblicati in queste pagine sono protetti dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d'autore, legge 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni.
È vietata per qualsiasi fine o utilizzo, la riproduzione integrale su internet e su qualsiasi altro supporto cartaceo e/o digitale senza la preventiva autorizzazione.
Immagini, grafici e testi, in originale, riprodotti o tradotti, appartengono ai rispettivi proprietari.

Newsletter

Mantieniti in contatto con noi. Vuoi rimanere aggiornato sulle offerte e novità de il Castellano.net? Iscriviti alla nostra newsletter!